Ma è meglio il 2T o il 4T?
Ormai c’è una guerra fra gli appassionati di moto, chi è fissato con l’uno e chi con l’altro, ma non tutti sanno effettivamente come funzionano e le varie differenze.
Ogni motore ha delle caratteristiche uniche, non hanno per forza lo stesso scopo.
Alcuni sono fatti per la strada, le lunghe distanze e il comfort, altri invece sono pensati per fuoristrada, sentieri sterrati e salti, pertanto è difficile paragonarli.
Quindi come prima cosa facciamo un po’ di chiarezza e capiamo come funzionano!
La differenza principale sta in quanti movimenti del pistone (corse o tempi) sono necessari per completare un ciclo intero di combustione.
4 tempi
Nei motori a 4 tempi le quattro fasi avvengono in modo distinto su due giri dell’albero motore (720°), come dice il nome quattro corse del pistone.
- Aspirazione: il pistone scende, la valvola di aspirazione si apre per far affluire la miscela di aria fresca nel cilindro.
- Compressione: le valvole sono chiuse, il pistone sale verso il punto morto superiore comprimendo la miscela, nel cilindro aumentano la pressione e la temperatura.
- Espansione: la candela innesca la miscela dando il via alla combustione, essa spinge il pistone verso il punto morto inferiore. Questa è l’unica fase attiva che produce energia.
- Scarico: il pistone risale e la valvola di scarico si apre per far fuoriuscire i gas combusti.

Questo tipo di motore è molto affidabile e duraturo nel tempo, più facile da gestire durante la guida soprattutto in viaggi lunghi, inoltre consuma ed inquina meno rispetto ai 2t, a parità di cilindrata.
Al contempo però risulta costoso data la maggior complessità di costruzione, in più ha anche lo svantaggio di risultare meno agile nei cambi di direzione repentini (sempre rispetto al 2t).
2 tempi
In questo caso il ciclo completo avviene solamente in un giro dell’albero motore (360°), le quattro fasi avvengono “sovrapponendosi” fra loro in solo due corse del pistone.
- Compressione/Aspirazione: il pistone sale, sopra comprime la miscela, mentre sotto nel carter si crea una depressione che aspira la nuova miscela dal carburatore.
- Scoppio/Scarico: la scintilla della candela innesca la miscela, essa spinge il pistone verso il basso, scoprendo dei fori nella parete del cilindro (luci) che fungono da valvola di scarico, contemporaneamente la miscela fresca che si trova nel carter sale verso la camera di scoppio riempiendola (fase di travaso).

Il minor tempo tra una fase attiva e l’altra rende il 2t quasi sempre più leggero e potente, a parità di cilindrata rispetto al 4t.
In più ha una risposta istantanea ed è tecnicamente molto più semplice in fatto di fabbricazione, ciò lo rende più economico in caso di manutenzione.
A sfavore però ci sono gli alti consumi ed oltre alla benzina brucia anche olio ciò rende i gas di scarico molto più tossici.
Come ultima “pecca” c’è il fatto che questo tipo di motore necessita la sostituzione del pistone molto più frequentemente poiché lavora il doppio dei cicli, rispetto ad un 4t.
Ma quindi quale scelgo, 2t o 4t?
La scelta dipende sicuramente di gusti personali e dall’uso che se ne vuole fare.

Le moto 2t sono adatte se cerchi agilità soprattutto fuoristrada e divertimento, oppure se vuoi imparare la meccanica di base lavorandoci sopra, sicuramente la scelta più “racing” per le medio-piccole cilindrate (50cc fino anche a 300cc).
Per chi invece preferisce una guida più fluida, per viaggi lunghi, più affidabile per un uso quotidiano sono migliori i 4t, che compongono quasi la totalità delle grandi cilindrate, con un peso maggiore ma con potenza e divertimento assicurati!
Fammi sapere la tua! Sei team 2t o 4t?